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La
Storia..Dalle origini agli anni '20
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1871
Antonio Meucci (1808-1889) brevetta il telefono, un sistema di trasmissione che però, anche per l’inadeguatezza del microfono, funziona solo su brevi distanze.
1876
Alexander Graham Bell (1847-1922), professore di fisiologia degli organi vocali all’Università di Boston, applicandosi a problemi di rieducazione degli audiolesi studia le vibrazioni prodotte dal suono arrivando a realizzare un trasmettitore e ricevitore elettromagnetico per la trasmissione a distanza dei suoni e ne ottiene il brevetto. Una lunga disputa giudiziaria oppone Meucci e Bell per la priorità del brevetto. Nel frattempo Bell fonda una compagnia telefonica, la Bell Company, che sigla accordi con la potentissima compagnia dei telegrafi, la Western Telegraph. Quell’accordo è all’origine dell’At&t (American telegraph and telephon). La disputa giudiziaria si conclude con l’accertamento della priorità dell’invenzione di Meucci (sentenza della Corte Suprema degli U.S.A.) ma il brevetto è però già scaduto da 13 anni.
1877
I fratelli Gerosa di Milano producono i primi apparecchi telefonici italiani su brevetto di Bell. Il 30 dicembre viene effettuato il primo esperimento di collegamento telefonico in Italia, a Milano, tra la caserma centrale dei pompieri di Palazzo Marino e la stazione degli omnibus di Porta Venezia.
1878
Il 28 febbraio viene effettuata, alla presenza della famiglia reale, la prima sperimentazione ufficiale della telefonia in Italia con un collegamento tra il Palazzo del Quirinale e l’ufficio telegrafico di Tivoli. “L’esito dell’esperimento fu felicissimo e le LL.MM. se ne mostrarono pienamente soddisfatte" recita la Relazione statistica sui telegrafi del Regno d’Italia dell’anno 1878.
1879
Tutti gli uffici telegrafici della città di Roma sono collegati tramite una rete telefonica.
1881
Il Ministro dei Lavori Pubblici emana il primo decreto di concessione per l’esercizio del servizio telefonico a privati (D.M. del 1 aprile 1881). Nel corso dell’anno vengono accordate 37 concessioni. Nelle grandi città il permesso a esercitare il servizio è accordato a più di un’impresa. Sono allacciati 900 abbonati.
1892
Viene promulgata la prima legge che regolamenta il settore telefonico (L. n° 184 del 7 aprile 1892), la quale, pur lasciando formalmente campo libero all'iniziativa privata, di fatto ne scoraggia l'attività con la norma del riscatto gratuito da parte dello Stato degli impianti delle società a fine concessione, dopo 15 anni. Ciò rappresenta un sostanziale freno allo sviluppo del sistema telefonico italiano, che si troverà ben presto in ritardo sia rispetto ai principali paesi europei in cui è prevalsa l'iniziativa statale, sia rispetto a quelli in cui, come gli Stati Uniti, l'iniziativa privata è stata realmente libera di agire.
1903
Le nuove invenzioni nel settore, tra cui il telefono a batteria centrale e i nuovi cavi della Western Electric con isolante in carta e aria, fanno compiere un notevole balzo in avanti alle comunicazioni a lunga distanza, rendendo possibile la realizzazione di reti telefoniche non limitate alle ristrette aree urbane, ma capaci di collegamenti regionali o nazionali.
A Brescia vengono installati i primi impianti urbani a batteria centrale.
Il governo italiano promulga una legge che autorizza lo Stato a costruire e a esercitare direttamente 34 linee telefoniche interurbane per il collegamento dei capoluoghi di provincia.
1904
Viene realizzato il primo collegamento interurbano tra Milano e Monza.
1907
Il Ministero delle Poste e Telegrafi assume in gestione diretta gli impianti delle due più importanti concessionarie telefoniche private, la Società Generale Italiana dei telefoni e applicazioni elettriche e la Società Telefonica Alta Italia, controllate in origine dalla Siemens-Halske e passate successivamente nell'orbita della Banca Commerciale Italiana. La nazionalizzazione di gran parte della rete telefonica non è seguita da un coerente programma di ammodernamento degli impianti, benché esistano già tutti i requisiti tecnologici, come per esempio le centrali automatiche che consentirebbero la moltiplicazione del numero degli abbonati con un limitato incremento del personale di commutazione. Da più parti si comincia a ritenere che, per assicurare lo sviluppo del servizio telefonico, sarebbe stato più opportuno orientarsi verso un esercizio pubblico/privato, riservando allo Stato solamente le reti a lunga distanza.
1913
Viene realizzata la prima centrale telefonica automatica italiana a Roma-Prati, in grado di servire 2000 numeri
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